lunedì 5 dicembre 2011

Palazzo del Quirinale, la mostra “noi, l’Italia”

logo della mostra: "noi, l'Italia"

Dal 3 dicembre al 31 gennaio 2012 è aperta al pubblico, nella Sala delle Bandiere del Palazzo del Quirinale, la mostra “noi, l’Italia” con centocinquanta opere e testi realizzati da persone con disabilità nei Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio. Al progetto espositivo partecipa anche l’artista Anton Roca che ha progettato e realizzato la scultura tavoloITALIA presente in mostra. L’ideazione e la realizzazione del progetto di allestimento è dell’arch. Federico Lardera.
La mostra sintetizza i 150 anni dell’Unità d’Italia, la capacità di unire pluralità in un paese dalla grande storia e di grandi risorse umane. L’intelligenza delle persone disabili - imprevedibile, produttiva e liberatoria - è la grande scoperta che comporta una definitiva rottura dei pregiudizi culturali tuttora vigenti nelle società contemporanee. Con l’arte è iniziata la strada del superamento di tali pregiudizi, rivelando creatività e saggezza. Anche loro, forse soprattutto loro, sono l’Italia.
La mostra, curata da Simonetta Lux, che apre in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e dal MLAC, Museo laboratorio di arte contemporanea - Sapienza Università di Roma. I visitatori potranno accedere alla mostra con ingresso gratuito e senza bisogno di prenotazione, dalla Piazza del Quirinale, nei giorni feriali da martedì a sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30, mentre l'orario domenicale resta fissato dalle ore 8.30 alle ore 12.00, in concomitanza e con le disposizioni dell'apertura al pubblico delle Sale di rappresentanza.

La mostra rimarrà chiusa tutti i lunedì e nei giorni 8, 18, 20, 21, 24, 25, 26 e 31 dicembre, 1° e 6 gennaio 2012.
galleria fotografica


introduzione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

1 commento:

Unknown ha detto...

Il disastro della fiction siciliana Agrodolce non si dimenticherà facilmente. La prima serie finanziata dalla Regione Sicilia con 12, 7 milioni di fondi Fas e 12,3 Rai. Altri 46 per la seconda e la terza. Agrodolce però è morta. Le 134 maestranze sono in cassa integrazione. Il tesoro dei fondi Fas verrà tolto all’isola dal Cipe. Restano le speranze deluse dei siciliani, il solito spreco di denaro pubblico e le numerose intercettazioni ambientali.